Libri antichi e Oscar Wilde: una serata nello studio bibliografico ‘Il muro di Tessa’

Un piccolo trafiletto sulla rivista umoristica americana Life descriveva nel 1885 Oscar Wilde come un uomo tutto “hair and cheek”, con una dote innata nel tenere conferenze su arredamento e abbigliamento alla neonata borghesia americana. Il pubblico femminile d’oltreoceano amava lo scrittore – le sue guance paffutelle, ma anche la sua faccia di bronzo – le donne con molti soldi e ancor più tempo libero volevano imparare da lui l’arte dell’estetica e si accalcavano nelle sale dove discorreva di vestiti e mobilio. Nel breve trafiletto sulla rivista umoristica americana Life c’è dell’altro. Secondo il giovane giornalista cui erano probabilmente state affidate le poche righe sul più famoso e intrigante dandy della letteratura, Wilde  “was sent into the world to fulfill a special issue”. Inizia così, con un piccolo aneddoto, il racconto di Angelo, proprietario dello studio bibliografico ‘Il muro di Tessa’, sulla vita e le opere dello scrittore irlandese. Punto di partenza e di arrivo: le tante prime edizioni che conserva nei due locali del suo piccolo ma ricchissimo negozio.

L'edizione di 'Life' del 1885

L’edizione di ‘Life’ del 1885

Secondo Oscar Wilde, per poter davvero immergersi nella storia di un libro, bisogna far sì che tutti e cinque i sensi vengano stimolati. Importante non sono solo le parole, ma anche l’estetica: la copertina, la consistenza delle pagine, la rilegatura e l’impaginazione. Il primo senso che si accende entrando ne ‘Il muro di Tessa’ – a due passi da Porta Venezia – è l’olfatto. Si annusa letteratura, l’odore di pagine vecchie di secoli, di pelle consumata. Poi la vista: pareti ricoperte di volumi di ogni grandezza e spessore, copertine di tinte stinte dal tempo. Al centro, un grande tavolo dove sono state appoggiate vecchie edizioni di ‘Alice’s adventures in Wonderland’ e un vecchio torchio. La passione per la letteratura – contenuto e contenitore – porta Angelo ad aprire il suo studio per raccontare ciò che lui ha imparato sugli scrittori di cui ha collezionato opere originali, prime edizioni, antichi volumi. Lunedì 28 settembre tocca a Oscar Wilde.

Angelo Cigognini, proprietario dello studio bibliografico 'Il muro di Tessa'

Angelo Cigognini, proprietario dello studio bibliografico ‘Il muro di Tessa’, mentre tiene una lezione su Oscar Wilde

Gli aforismi, le favole, i romanzi, le poesie. Si parte dalla condanna per “gross indecency” e i successivi due anni di carcere – da cui nasce ‘The ballad of Reading Goal’ – per poi tornare indietro, al successo di ‘The importance of being Earnest’, all’inquietudine suscitata da ‘The picture of Dorian Grey’, fino alle tende del palcoscenico serrate sulla scena di ‘Salomé’ perché un’antica legge elisabettiana impediva la rappresentazione dei santi a teatro. La storia letteraria di Oscar Wilde viene ripercorsa tra le mura de ‘Il muro di Tessa’ grazie ai libri. Non mere ristampe dei giorni nostri, ma quelli originali, la cui impaginazione e le cui illustrazioni sono state curate nei minimi dettagli, e diventano opere d’arte tanto quanto il testo che accompagnano.

‘The ballad of Reading Goal’ è state fonte di ispirazione per illustratori di tutte le epoche. Oscar Wilde aveva deciso nel 1898, data della prima edizione, di non illustrarlo. Bisogna aspettare la settima ristampa per vedere le prime immagini della poesia. Anni dopo, un altro artista decora la copertina con mattoni tridimensionali e una piccola finestra con tanto di sbarre. Le immagini sono dure, al contrario di quelle di John Vassus, che nel 1929 riprende il mano il testo e lo decora in puro stile Art decó.

Anche su ‘Salomé’ Angelo spende molte parole e fa passare molti volumi di diverse edizioni. Aubrey Beardsley è stato un illustratore rivoluzionario nei suoi soli 25 anni di vita. Il suo stile è considerato unico: da una parte l’ispirazione dalla struttura giapponese, dall’altra l’ironia che nasconde ogni suo disegno. È stato uno degli artisti che ha deciso di impaginare ‘Salomé’, così come John Vassus, nei decessi successivi.

Salomé, di Oscar Wilde, illustrato da

Salomé, di Oscar Wilde, illustrato da Aubrey Beardsley. La faccia riprodotta nella luna ha gli stessi tratti di Wilde

E poi ci sono anche le favole, illustrate in stile pre-raffaelita da Walter Crane. Sono disegni semplici e chiari – ma solo apparentemente perché in realtà sono complessi e prodotto di molto lavoro – proprio come i suoi racconti. Anche Ben Kutcher le ha illustrate, così come Charles Robinson. La bontà, come la bellezza di un disegno, non ha prezzo. E proprio come racconta lo scrittore nelle sue favole, non bisogna mai impegnarsi per ottenere una ricompensa, ma soltanto per il piacere e la soddisfazione di seguire il proprio istinto e fare del bene. E le illustrazioni fanno del bene. Perché per Wilde, così come per Angelo, un libro va preso con tutti i sensi e i disegni aiutano ad esaltare il contenuto. Ci permettono di ricordarlo anche quando si gira l’ultima pagina.

I libri di Oscar Wilde che passano di mano in mano tra gli ospiti de 'Il muro di Tessa'

I libri di Oscar Wilde che passano di mano in mano tra gli ospiti de ‘Il muro di Tessa’

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