La Somalia guarda avanti e celebra la prima fiera internazionale del libro di Mogadishu

Stimolare una nuova generazione di scrittori. Difficile in un Paese come la Somalia, che nel 2013 veniva classificata per libertà di espressione con il peggior punteggio possibile – sette, in una scala da uno a sette – dalla Freedom House. Ma non impossibile. Almeno secondo gli organizzatori della Mogadishu International Book Fair, la prima manifestazione letteraria della Somalia.

Il logo della Mogadishu International Book Fair

Il logo della Mogadishu International Book Fair

Tre giorni di incontri, dibattiti, presentazioni. Artisti e scrittori, musicisti e poeti che arrivano da tutto il mondo. Tremila invitati. Diecimila libri in vendita. Dal 26 al 28 agosto Mogadishu cerca di guardare avanti, e di lasciarsi alle spalle la violenza per cui è diventata tristemente famosa, riprendendo quel lontano epiteto – the nation of poetry – datogli da esploratori e navigatori che si addentravano nell’Oceano Indiano e sbarcavano su queste coste. “Abbiamo promosso questa fiera per far rivivere la cultura della scrittura e della lettura nel nostro Paese” ha detto ad Al Jazeera Mohamed Diini, uno degli organizzatori. “Un altro obiettivo è connettere gli scrittori locali con i loro colleghi all’estero così che possano scambiarsi idee”. È il corpo letterario somalo, che prova a fare vedere al mondo che qui c’è molto di più oltre a guerra civile, signori della guerra, anarchia.

mogadishu-international-book-fair-2015

L’obiettivo è che l’evento diventi un appuntamento annuale, come è successo nella vicina Somaliland con l’Hargeisa International Book Fair, da cui Mogadishu ha preso esempio. E sembra che il governo federale approvi l’idea, a giudicare dalla mole di politici e funzionari statali presenti alla fiera. Il Vice-sindaco di Mogadishu, Iman Noor Ikar, non ha nascosto il suo entusiasmo per la novità. “Questo evento – ha detto – è un segnale che, nonostante la ripresa dalla guerra civile sia lunga e difficile, c’è un cambio di tendenza. È un piacere per me partecipare alla Mogadishu Internazional Book Fair in qualità di messaggero del sindaco”.

La pagina twitter della fiera

La pagina twitter della fiera

I social non vengono trascurati neanche in Somalia. Oltre all’hashtag ufficiale #MogBF e a quelli più emotivi come #somaliaisrising e #Mogadishuisrising, un altro ha attirato l’attenzione del popolo di twitter. Dietro ai tanti tweet raggruppati in #SomeoneTellMaryHarper c’è la rabbia e l’orgoglio di una popolazione che non ha accettato l’immagine che la giornalista Mary Harper, direttrice della sezione Africa sul canale BBC, ha dato di loro nel suo ultimo articolo, scritto proprio in occasione della Mogadishu International Book Fair. La giornalista verrebbe accusata di non aver sottolineato abbastanza lo sforzo dei somali nel recupero di un paese in rovina, sottolineando i problemi di sicurezza al posto di concentrarsi sui libri e sulla portata dell’evento.

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