Il Siam rivive nella casa dello scrittore e politico Kukrit Pramoj

 Nobile, politico, giornalista, scrittore. Nella sua lunga vita Kukrit Pramoj ha fatto di tutto. Sempre con una nota di riguardo per la sua cultura – quella thailandese – che non ha mai messo da parte nonostante gli studi in Inghilterra e le alte posizioni governative ricoperte, che l’hanno portato a continui scambi con l’Occidente e con la vicina Repubblica Popolare Cinese. È l’antico Siam quello che appare entrando nella sua casa, nel cuore del quartiere Sathorn, che rappresenta il boom economico e la salita verso il cielo. Tra altissimi grattacieli e hotel di lusso, la dimora del Mom Rakawongse – il titolo che in Thailandia viene conferito ai nobili di sangue reale che non hanno potuto per ragioni dinastiche salire sul trono – è un respiro di campagna, riporta a panorami pieni del verde della ricca vegetazione thailandese e del blu dei vasti fiumi e delle risaie allagate.

 

l’entrata della casa di Kukrit Pramoj, nel quartiere Sathorn di Bangkok

Cinque abitazioni tradizionali, unite da un grande patio pensato per feste e cerimonie. Tutte autentiche, con più di un secolo di storia. Nel 1960 Pramoj porta qui la prima, e ci metterà vent’anni per completare il suo rifugio, lontano da quella città che assomiglia troppo all’occidente e non ha niente più a che vedere con la sua cultura d’origine. “Noi thailandesi possiamo condurre una vita thailandese ed essere felici” diceva in un’intervista nel 1987. “Non dobbiamo vivere in case occidentali e copiare usanze occidentali nella nostra quotidianità. Se ci limitassimo ad essere soltanto dei thailandesi, saremmo probabilmente più felici”.

il contrasto tra la casa di Pramoj e gli alti grattacieli che la circondano

Fonda tre partiti, mantenendo una costante e autentica fede monarchica. Diventa primo ministro per soli tredici mesi, che gli bastano però a mettere in moto il riavvicinamento con la potente Repubblica Popolare Cinese, durante i turbolenti anni 70. Aiuta e contrasta i vari dittatori che si susseguono nel ‘900 thailandese, dalle pagine del suo giornale, il Siam Rath, nella cui testata – letteralmente “il regno di Siam” – già si riconosce il suo attaccamento ai valori tradizionali. Trova anche il tempo di scrivere: prosa e poesia, racconti e romanzi. Forse il più simbolico è “The king of Siam speaks” scritto in lingua inglese nel 1948, una risposta critica al musical americano “the king and I” che aveva dipinto con molte imprecisioni la vita del Re Mongkut, o Rama IV, che aveva governato il Siam durante il XIX secolo.

 

foto e vecchi oggetti appartenenti a Pramoj all’interno della sua casa a Bangkok

Il figlio di Kukrik Pramoj vive ancora qui, nella casa che suo padre aveva costruito e dove ha abitato fino alla sua morte, nel 1995. Con un perfetto British English accoglie i turisti seduto nell’ombroso e ampio patio, circondato dai suoi cani, e con orgoglio mostra loro il grande giardino e lo stagno, pieno di pesci gatto. La natura è il fondamento di questa abitazione, che anche nelle sue stanze si ripropone, grazie alla collezione di Mai Dat, simili ai bonsai giapponesi.

 

il grande giardino della casa di Pramoj, allestito per un matrimonio

 

lo stagno all’estremità del giardino della casa di Pramoj

 

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