Da Expo a Malpensa, la “cattedra” che nutre la mente

I turisti per andare e venire da Expo affollano le sale di Malpensa. Molti arriveranno all’aeroporto milanese con il Malpensa Express. Salita la pedana scorrevole che dalla stazione dei treni porta ai check in o al pullman per il terminal 2 – quello dei voli low coast – non potranno non incappare nell’ultimo padiglione allestito per la grande esposizione universale italiana. Non è come gli altri. Non è fatto di legno, metallo, cemento, plastica. Ma di libri. Perché il tema di questa installazione non è “nutrire il pianeta” ma “nutrire la mente”.

Un prospetto dei leggi sparsi per Milano per presentare il volume "Food for Thought, Food for Souls. Cibo del pensiero, Cibo dell’anima"

Un prospetto delle “cattedre” sparse per Milano per presentare il volume “Food for Thought, Food for Souls. Cibo del pensiero, Cibo dell’anima”

C’è una sedia posizionata tra una cattedra composta da volumi di ogni forma e grandezza e una pila curva di libri che sembrano poter cadere da un momento all’altro sui visitatori. Come se la conoscenza contenuta tra quelle pagine potesse riversarsi direttamente nelle loro menti. Perché questo padiglione in realtà non esiste: è immaginario, interiore. Ognuno può crearlo a sua immagine e somiglianza, con le proprie idee e i propri pensieri. Rappresenta il nutrimenti dell’intelletto.

Sul leggio informativo si legge: “Questa è una cattedra per sedersi e per interrogarsi su cos’è cibo del pensiero, cibo dell’anima. Ti puoi sedere, sfogliare il volume nel quale ci sono opere d’ogni luogo e tempo. Puoi leggere le riflessioni di Haim Baharier, Enzo Bianchi, Riccardo Muti, Walter Siti, Paolo Sorrentino, Patrizia Valduga. Puoi mandare foto con immagini, testi e paesaggi su ciò che è per te cibo del pensiero, cibo dell’anima. Verranno raccolte. Diventeranno virali.” Ce ne sono anche molti altri. Gandhi, Gesù, Kafka, Leopardi, i Beatles, Beccaria. I loro brani e quelli di molti altri –  le canzoni più rivoluzionarie e i quadri che meglio hanno interpretato la vita e la ragione dell’uomo – sono stati raccolti in un volume dal titolo “Cibo del pensiero, cibo dell’anima“. É composto di sei sezioni: Lectio, Auditus, Sensus, Scientia, Imago, Amor.

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L’idea nasceva cinque anni fa, a Expo Shanghai, nel padiglione dell’utopia. Tema: “una città migliore, una vita migliore”. Qui i libri erano interpretati come “la colonna che impediva al tetto della prepotenza umana sull’ambiente di abbattersi sulla città e distruggerla.” La catena di questa intuizione e il tema di Expo Milano – “nutrire il Pianeta, energie per la vita” – è stata interrotta. Ma non del tutto. Queste semplici cattedre culturali si propongono di ricordare che non basta il riciclo, il bio, l’ecologia per salvare il pianeta. Serve la base culturale per capire a fondo i problemi e le idee per risolverli.

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Le cattedre che nutrono la mente si possono trovare in città, oltre che a Malpensa, anche al Padiglione Italia, a Palazzo Reale, alla sede centrale della Banca Popolare di Milano, alla Biblioteca Ambrosiana. E su twitter. E’ stato infatti lanciato l’hashtag #foodforsouls per condividere con il popolo del web foto e pensieri su come migliorare la nostra alimentazione culturale.

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