A Brooklyn un premio letterario per il libro che più riflette lo “spirito” del quartiere

C’è la famiglia Nasmertov che lascia la città ucraina di Odessa appena dopo il crollo dell’Urss per cercar fortuna sulla Brighton Beach. C’è un vecchio marinaio che decide di costruire una barca per andare in cerca di avventure e fuggire dalla piccola isola dove vive da sempre. C’è la famiglia Amendola, arroccata sulla stregata Staten Island, che cerca di fare i conti con la tragica scomparsa del figlio Bobby. “Panic in a Suitcase” di Yelena Akhtiorskaya, “The Boatmaker” di John Brenditt e “Small Mercies” di Eddie Joyce sono solo alcuni dei candidati al Brooklyn Eagles Literary Prize. Non vince il migliore, ma chi ha saputo descrivere meglio le sensazioni, i valori e le emozioni di Brooklyn, uno dei quartieri più famosi e controversi di New York.

Le copertine dei libri selezionati per il Brooklyn Eagles Literary Prize

Le copertine dei libri selezionati per il Brooklyn Eagles Literary Prize

14 saggi e 15 romanzi. Due premi di 2.500$, uno per ogni categoria. Per essere incluso nelle nomination, il libro deve essere stato pubblicato tra il primo giugno 2014 e il 31 maggio 2015. Brooklyn è da sempre terra di artisti e scrittori. E infatti la sua Public Library è il quinto sistema bibliotecario degli Stati Uniti. Nel 2009 ha raggiunto il più alto grado di frequenza di tutto lo stato federale nelle sue 58 filiali seminate in tutto il quartiere. Ora, vuole trovare il libro che meglio descriva la New York al di là del Brooklyn Bridge.

Il premio è stato ideato dal gruppo delle Brooklyn Eagles, giovani appassionati di lettura, ma anche artisti e scrittori, che raccolgono fondi per la biblioteca comunale con progetti, iniziative e – perché no? – anche feste e happy hour. Charles Duhigg e Ashley Mihlebach, presidenti degli aquilotti di Brooklyn, presiederanno la commissione che ad agosto sceglierà i tre libri finalisti e che in autunno, al Brooklyn Classic, l’evento di fundraising più importante dell’anno, eleggerà i vincitori.

La sede centrale della Brooklyn Public Library

La sede centrale della Brooklyn Public Library

Certo è difficile definire l’anima di un quartiere, e definire ciò che lo rende unico. “Quando inizi a elencare cose, suona un po’ trito e ritrito, e ti viene da dire, bè perché questo è specifico di Brooklyn e non di Philadelphia o Chicago,” dice Amy Mikel, che è parte della Commissione del premio. “Abbiamo quindi deciso di cominciare a leggere libri e vedere se qualcosa ci colpisce e ci comunica qualcosa”. “Se i libri da noi scelti hanno un tema comune – racconta Ashley Mihlebach – è lo sforzo per cercare di farcela, o per portare a termine qualcosa per sé stessi o su sé stessi. Forse è lo spirito di New York, e, ora come ora, Brooklyn è solo la sua parte più audace, più creativa”. E conclude: “Probabilmente ora chiunque a Manhattan mi odierà, per non parlare degli altri quartieri!”.

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