10 curiosità per festeggiare i 150 non-compleanni di Alice

Una bambina che non cresce mai, o perlomeno non diventa grande dagli ultimi 150. Ma soltanto anagraficamente, perché di cambiamenti fisici ne subisce ogni volta che qualcuno apre il romanzo in cui è raccontata la sua storia. Prima gigantesca, poi minuscola. “Eat me” per rimpicciolire, “drink me” per ingrandirsi. Alice quest’anno festeggia il suo 150 compleanno, e chissà quanti non-compleanni. Il suo mondo delle meraviglie ha incantato un secolo e mezzo di generazioni, e ancora nessuno ha svelato completamente il mistero e l’ermetismo che sta dietro a ogni fiore, ogni personaggio, ogni carta da gioco. “Begin at the beginning” the Kind said gravely, “and go on till you come to the end: then stop”.

L'autore di Alice's Adventures in Wonderland, Lewis Carroll

L’autore di Alice’s Adventures in Wonderland, Lewis Carroll

1) Due autori in uno. Si potrebbe scrivere un romanzo sulla vita dell’autore di Alice in Wonderland. O anche due. Charlie Lutwidge Dodgson è un uomo serio, un uomo di scienza, matematico e membro della Chiesa Anglicana. Lewis Carroll è un cantastorie, amico dei bambini, pieno di fantasia. Due anime opposte: l’apparenza e la sostanza. Charlie si trasforma in Lewis appena può, e scrive. Anche i libri sul mondo delle meraviglie sono due in realtà: Alice’s Adventures in Wonderland e Through the Looking-Glass. Alice Pleasence Liddell, la bambina che ha ispirato Alice's Adventures in Wonderland2) La prima Alice. Alice Pleasence Liddell è la vera star, la bambina che tutto ha ispirato e da cui tutto è nato. Lewis Carroll aveva una strana passione per le bambine – ci sono certo state delle malelingue al riguardo, ma la verità non si saprà mai. La sua preferita era la figlia del decano della Christ Church, Alice. Lei e le sue tre sorelle avevano fatto una gita lungo il Tamigi in compagnia dello scrittore. Lei aveva chiesto una storia. Lei ne è diventata la protagonista. Due anni dopo, nel 1864, il manoscritto Alice Underground, è nelle sue mani. Lo lascerà andare soltanto molti anni dopo, durante le celebrazioni per il centenario della nascita di Lewis Carroll alla Columbia University. Un paio di curiosità: Nel poema iniziale di Alice’s Adventures Lewis Carroll utilizza per tre volte la parola “little“, omofona di Liddell, il cognome di Alice. Acrostico è invece il poema finale di Through the Looking-Glass: le iniziali di ogni verso formano il nome di Alice Pleasence Liddell.

Il poema finale di Through the Looking-Glass

Il poema finale di Through the Looking-Glass

3) La seconda Alice. Alice Raikes è la bambina che ispira il secondo romanzo di Lewis Carroll, Through the Looking Glass. La incontra a Londra e viene spiazzato dalla sua logica infantile. Lo scrittore, con un’arancia nella mano destra, le chiede in che mano sarebbe nello specchio che si trova davanti a loro. La bambina risponde che, se si andasse al di là dello specchio, sarebbe ancora nella mano destra.

Il disegno originale del Bianconiglio di Alice's Adventures in Wonderland

Il disegno originale del Bianconiglio di Alice’s Adventures in Wonderland

4) Il Bianconiglio è uno dei personaggi più famosi del mondo delle meraviglie. Per tutta la storia corre da una parte all’altra con il suo grosso orologio infilato nel panciotto. È l’unico personaggio che si trova al di fuori del mondo sotterraneo. Ha una casa, una domestica – Mary Ann – ma è anche l’araldo del Re e della Regina di cuori. Il Bianconiglio è il mentore di Alice, il motivo per cui lei intraprende il viaggio. Lewis Carroll ha portato nel mondo di Wonderland anche il padre della bambina. Sempre in ritardo, sempre di fretta, si aggirava per la Christ Church con il suo grande orologio in mano. Mentore per definizione, essendo un decano. Il Bianconiglio è il padre di Alice, Dean Liddell, che con un colpo di bacchetta entra nel mondo di Wonderland.

La Caucus Race

La Caucus Race

5) “Nothing could be drier than a jolly Baucus-Race”. Forse è un po’ difficile ricordarsi la scena nel romanzo, ma di sicuro tutte le generazioni cresciute con i classici Disney hanno ben impressa nella memoria la scena in cui una strana fauna, radunata sulla spiaggia dopo uno tzunami di lacrime, si mette a correre in cerchio, in una gara completamente priva di senso (qui il video per rinfrescarsi le idee). È la Caucus-Race e le creature che partecipano sono i rappresentanti, nel mondo di Wonderland, di chi era presente alla gita sul Tamigi, quando la storia di Alice nasce nella mente di Lewis Carroll. C’è il Dodo, il capo del girotondo, che trova la soluzione per far asciugare il pelo degli animali dopo la tempesta – la Caucus Race appunto –  così come Lewis Carroll aveva portato dei vestiti asciutti dopo un breve temporale estivo, durante la gita. Perché un Dodo? Perché Carroll, ovvero Dodgson, soffriva di balbuzie: il suo cognome diventa quindi Do-do-Dogson. Con evidenti assonanze lessicali: Eaglet (l’aquilotto) rappresenta Edith, una sorella di Alice, mentre Lory (il pappagallo), rappresenta Lorina, la seconda sorella. L’ultima partecipante, Canon Duckworth, amica di famiglia, è ovviamente impersonata da una Duck (una papera).

Il Chashire Cat nell'illustrazione originale di Alice's Adventures in Wonderland

Il Chashire Cat nell’illustrazione originale di Alice’s Adventures in Wonderland

6) Lo Stregatto in lingua originale si chiama Cheshire Cat. Segni particolari: un ghigno perenne. Il suo nome deriva da un detto molto usato in età vittoriana, gli anni in cui Alice e Lewis Carroll vivono: “to grin like a Cheshire Cat“. Nella Contea del Cheshire c’era stato infatti un pittore che disegnava leoni che ghignavano sulle insegne delle taverne della zona.

Il tè delle cinque nel disegno originale di Alice's Adventures in Wonderland

Il tè delle cinque nel disegno originale di Alice’s Adventures in Wonderland

7) Matti da legare. Una delle scene più popolari di Alice in Wonderland è quella del tè. Il Cappellaio Matto è il protagonista del mondo delle meraviglie, il più particolare e il più matto. La sua fama cresce fino ad aggiudicarsi il ruolo da co-protagonista nel film di Tim Burton del 2012. Qualsiasi bambino nel mondo ha festeggiato almeno una volta il suo non-compleanno, sperando di vedere sbucare dalla teiera un piccolo ghiro addormentato. I due personaggi, la Lepre Marzola e il Cappellaio, nel romanzo vengono odiati da Alice fin dal primo momento. Continuano a prendere il tè perché, avendo litigato con il Tempo, sono bloccati alle cinque del pomeriggio per sempre. Lewis Carroll, per personificare la pazzia, sceglie due esclamazioni molto diffuse in epoca vittoriana. Il cappellaio diventava matto a causa delle esalazioni di mercurio utilizzate per fare i cappelli, mentre le lepri erano famose per “impazzire” a marzo, la stagione degli amori.

Il disegno originale dei giardinieri alla corte della regina di cuori in Alice's Adventures in Wonderland

Il disegno originale dei giardinieri alla corte della regina di cuori in Alice’s Adventures in Wonderland

8) Castello di carte. Lewis Carroll, mascherandosi dietro la fantasia e il non-sense, riesce anche a criticare quella nebbia di apparenza che oscurava la corte vittoriana. Il grande giardino è il punto di arrivo delle avventure di Alice, ed è anche il regno della Queen of Hearts (ovviamente la Regina Vittoria). Le carte sono i suoi umili servitori, divisi in giardinieri (picche), soldati (fiori), nobili parenti (cuori) e cortigiani (quadri). Ma se si girano dall’altra parte, risultano tutti identici e la regina non sa distinguere i nobili dagli umili. Tutti gli uomini sono uguali se non si vede il ceto a cui appartengono, anche in epoca vittoriana. Fanno parte dello stesso mazzo di carta.

Il disegno originale dei gemelli in Alice's Adventures in Wonderland

Il disegno originale dei gemelli Tweedledum e Tweedledee in Alice’s Adventures in Wonderland

9) Le filastrocche vittoriane/1. Nel secondo romanzo, Through the Looking Glass, Lewis Carroll gioca con le parole, la matematica e le assonanze. Utilizza però anche storie molto conosciute dai bambini della sua epoca, per permettere loro di attraversare con lui lo specchio e ritrovarsi in un familiare mondo della fantasia, con personaggi che da sempre vivevano nella loro mente e che ora parlano e si muovono. Tweedledum e Tweedledee, Dimmelo e Dammelo, Pinco Panco e Panco Pinco. Tanti nomi per due ometti buffi, molto tondi e poco chiacchieroni, che Alice incontra nella foresta. Litigano sempre perché il poemetto così li ha dipinti. Nel romanzo, il breve capitolo dedicato a loro si conclude come nella filastrocca vittoriana che li ha resi famosi: un corvo nero li spaventa e loro scappano tra gli alberi.

Tweedledum and Tweedledee
 Agreed to have a battle;
For Tweedledum said Tweedledee
Had spoiled his nice new rattle.
Just then flew down a monstrous crow,
As black as a tar-barrel;
Which frightened both the heroes so,
They quite forgot their quarrel.
Humpty Dumpty nel disegno originale di Alice's Adventures in Wonderland

Humpty Dumpty nel disegno originale di Alice’s Adventures in Wonderland

10) Le filastrocche vittoriane/2. Un altro personaggio molto in voga in epoca vittoriana è Humpty Dumpty, o Tappo Tombo in italiano. Ha la forma di un uovo, tanto che non Alice scambia la sua cravatta per una camicia. Molto permaloso e irritato, ma devoto al Re, esattamente come descritto nella filastrocca. Alice lo trova seduto su un muro, da cui poi cade: destino inevitabile.

Humpty Dumpty sat on a wall, 
Humpty Dumpty had a great fall; 
All the king’s horses and all the king’s men 
Couldn’t put Humpty together again.
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