“Muri in versi”, a Bologna i portici si riempiono di poesie

I portici rossi che caratterizzano da sempre il capoluogo emiliano sono lo sfondo perfetto per un’esposizione universale letteraria. Universale perché chiunque può partecipare. Letteraria perché ciò che viene mostrato al pubblico sono poesie. Amatoriali, scritte a mano o battute a computer, con disegni di contorno o pensate per essere cantate: per un mese, a partire da domenica 24 maggio i fogli di carta appesi agli archi che costeggiano il marciapiede di via Fondazza, nel centro di Bologna, saranno protagonisti. Decorazioni sotto le luci della ribalta.

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Letteratura e arte al centro del labirinto più grande del mondo

Non c’è Arianna che vi potrà salvare. Nessun filo da seguire per uscirne. Dall’Eden a ai sentieri dei nidi di ragno di Calvino, passando per il giardino di Jorge Luis Borges. L’inaugurazione del Labirinto della Masone, il più grande del mondo, è vicina: venerdì 29 maggio, 18 euro basteranno ad entrare nel magico giardino segreto creato dall’editore Franco Maria Ricci. Che promette meraviglie.

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Rotte criminali, al Salone del Libro si parla di mafia

mafia-capitale-lirio-abbateSi parla sempre troppo poco di mafia in Italia. Ma scorrendo la lista degli appuntamenti del Salone del Libro, sembra che almeno di mafia si legga. Roberto Saviano, Nando dalla Chiesa, Franco La Torre, Lirio Abbate. Tantissimi sono gli ospiti invitati a Torino per raccontare come si scrive di organizzazioni criminali. «I mafiosi seminano un terreno minato di falsità e depistaggi. La prima cosa da fare per sconfiggerli è smontarle», sostiene Michele Prestipino, procuratore aggiunto di Roma, all’incontro “Rotte criminali. Viaggio nelle mafie italiane”. «C’è voluto il pentito Buscetta per scoprire cos’era la mafia nel 1984 e poi ci hanno messo altri sei anni per scrivere la prima sentenza su Cosanostra,» ha aggiunto. «A Roma, per esempio, parlare di mafia sembra ancora inaccettabile. Si sentono traditori delle proprie tradizioni».

Mafia capitale è il grande tema del libro scritto a quattro mani dai giornalisti Lirio Abbate e Marco Lillo. “I Re di Roma” approfondisce l’inchiesta, scritta sull’Espresso da Abbate, che ha portato in carcere Massimo Carminati lo scorso dicembre. «Il metodo che usano questi nuovi clan è diverso da quelli tradizionali. Non si spara più. Si pensa solo al business», racconta il giornalista sotto scorta dal 2007. «Era inevitabile che Roma incontrasse il crimine organizzato. Come dice sempre il magistrato Pignatone, dove c’è corruzione c’è mafia».

Non solo attualità, ma anche storia. Franco La Torre ha presentato il suo ultimo libro in un dialogo con Nando Dalla Chiesa. Due uomini la cui vita è stata compromessa da attentati. Due uomini che hanno perso un genitore per colpa della mafia. “Mio padre” è la storia di Pio La Torre, dei suoi successi – come l’introduzione del reato di associazione per delinquere e il sequestro di beni mafiosi – e della sua tragica fine. Raccontata dagli occhi del figlio, con tenerezza ma anche con orgoglio. «Molti avevano cercato di fargli cambiare idea quando decise di tornare in Sicilia», ricorda Franco La Torre, «Io non fui tra quelli». Ha scelto Nando Dalla Chiesa per aiutarlo a raccontare il suo libro, che ha dedicato tutta la sua vita allo studio delle organizzazioni criminali. «Franco ha scritto questo libro dopo molte perplessità», dice sorridendo. «Io credo che sia una testimonianza attesa. Franco è il figlio di un leader politico, un membro fondamentale del movimento antimafia. Sono passati 33 anni da quanto Pio La Torre venne ucciso e il suo lascito si dimostra sempre più importante». Nando Dalla Chiesa parla anche di cosa bisogna fare oggi per contrastare il crimine organizzato: parlarne, studiarle, e non credere che siano più deboli rispetto al passato. «La cosa più difficile è far passare l’idea che la mafia esiste anche nel nord Italia».

(Pubblicato su La Sestina)

Zerocalcare, il fumetto non è più di serie B: “Nulla da invidiare agli altri generi”

Zerocalcare e Giorgio Fontana al Salone del Libro di Torino

Zerocalcare e Giorgio Fontana al Salone del Libro di Torino

È il fenomeno del momento. Racconta disegnando. Michele Rech, in arte Zerocalcare, non si è fermato alla classica graphic novel, ma ha saputo inventare un nuovo modo di rappresentare l’attualità. Con il reportage a fumetti Kobane Callingpubblicato su Internazionale lo scorso gennaio, è riuscito anche ad attirare l’attenzione del mondo giornalistico. Lo ha fatto con un genere che lui stesso ha definito “spesso considerato di serie B in Italia”, al Salone del libro di Torino il 15 maggio.

Un successo che è finito anche sui quotidiani. A inizio maggio il fumettista ha disegnato Roma e la sua mancanza di senso civico per Repubblica. “I disegni possono dare un messaggio più immediato, soprattutto ai ragazzi”, ha spiegato Zerocalcare a Torino mentre dialogava con il premio Campiello Giorgio Fontana. Ed è proprio questa la sua forza. Rappresentare il pensiero e le paure della sua generazione. Di quei ventenni e trentenni che popolavano la sala ascoltandolo attenti. E che sperano che vinca il Premio Strega a cui è candidato con la graphic novel da 80mila copie “Dimentica il mio nome”. “Mia madre è molto contenta e io la trovo una cosa molto buffa”, ha scherzato. La vittoria però significherebbe un riconoscimento al fumetto che – ricorda – “non ha nulla da invidiare agli altri generi, è un linguaggio a tutti gli effetti”.

Il modo di comunicare di Zerocalcare è schietto ma anche semplice e intrigante. Proprio come lui. “Se racconti delle cose che non piacciono a te, non piacciono neanche agli altri. Restituisci quel senso di noia che ti accompagna mentre scrivi o disegni. Per questo i miei schizzi sono sempre in prima persona”.

In collaborazione con Federica Villa (pubblicato su La Sestina)

“La scelta di Catia”, la prima donna al comando di una nave della marina militare

La storia di Catia Pellegrino è di quelle che non si sentono tutti i giorni. A 37 anni è diventata la prima donna comandante di vascello a bordo di una nave della Marina militare italiana, la Libra. L’incarico, ricevuto nel 2013, è durato un anno. La Libra era impegnata nell’operazione Mare Nostrum per fronteggiare l’emergenza immigrazione. Incaricata di soccorrere i barconi di migranti in difficoltà a sud di Lampedusa, la nave ha salvato più di 3000 migranti.

Unica donna a bordo della nave, ma chiamata da tutti “comandante”, rigorosamente al maschile, Catia Pellegrino ha deciso di raccontare la sua esperienza in un libro, presentato il 15 maggio in occasione del Salone del libro di Torino: “La scelta di Catia”.

In collaborazione con Federica Villa (pubblicato su La Sestina)

Saviano racconta il giornalismo d’inchiesta: “I libri sono niente senza i lettori”

Roberto-SavianoIl camouflage è fondamentale per conoscere la verità. Il giornalismo d’inchiesta si basa su questo. Roberto Saviano e il reporter tedesco Günter Wallraff sono partiti da questo presupposto per raccontare la loro esperienza al pubblico del Salone del Libro di Torino, il 16 maggio. L’autore di Gomorra sale sul palco sotto l’occhio attento delle sue guardie del corpo. «La conoscenza non può che venire dalla compromissione. Non puoi pensare di avvicinarti ai dettagli di una dinamica restando in una dimensione di distanza», racconta. «Il primo passo per conoscere è iniziare a modificare se stesso. Quanto c’è di loro in noi? Il mio pensiero ossessivo è sempre questo quando parlo delle organizzazioni criminali».

I libri non sono niente senza i lettori. Sono loro che fanno la differenza. «Un libro, una pagina non fa di per sé una rivoluzione», continua Saviano. «La letteratura fa la differenza quando entra e si infiltra nella carne delle persone. Non voglio far evadere il lettore. Io voglio invadere il lettore. E questo da fastidio ai potenti, che vogliono che tutto sia solo titolo, che tutto sia solo gossip».

L’attualità continua ad emergere nelle parole del giornalista. Dalla crisi immigrati, che sta investendo l’Italia, al semestre europeo, che ha deluso fortemente le sue aspettative. Poteva essere un momento di dibattito, utile per contrastare il riciclaggio e la corruzione. «Sapete qual è la città dove si ricicla più denaro al mondo?», chiede Saviano ai suoi lettori. «Londra». E continua: «Sapete qual è il secondo Paese dove si ricicla di più al mondo? L’Austria. Sapete quali sono i Paesi che più al mondo si oppongono a qualsiasi legge contro il riciclaggio in Europa? L’Inghilterra e l’Austria». Poteva essere una grande occasione, ma è andata sprecata, perché l’Italia si vergogna. Ha paura di allacciare di nuovo la sua immagine a contesti criminali e mafiosi.

«In Italia avrei avuto più paura. Le condizioni sono più estreme. Ma la Germania non è tutto rosa e fiori: le cose sono solo camuffate meglio». Wallraff, sotto le più disparate coperture, ha svelato le contraddizioni del suo paese, locomotrice economica dell’Unione Europea. Le differenze con l’Italia sono evidenti. Eppure anche Berlino soffre di un gap economico che il giornalismo d’inchiesta deve raccontare. «La società è divisa in caste», dice. «Un terzo della popolazione non ha niente, mentre il 10% possiede due terzi dell’intera ricchezza».

Pubblicato su la Sestina

I libri che non ti aspetti, dal Perù i più piccoli del mondo

Il Salone del libro è una miniera letteraria fatta di bancarelle, stand espositivi e punti di ritrovo. E, nello slalom fra giornalisti che corrono da una parte all’altra, mamme con passeggini e scolaresche in gita, si può incappare in qualche piacevole sorpresa. È il caso della bancarella dei libri più piccoli del mondo – in lingua originale “Los libros más pequeños del mundo” – a due passi dall’ingresso principale, sulla sinistra.

Qui sono esposti un centinaio di libretti colorati formato mignon. Tutti realizzati a mano in Perù. Sono tanti i curiosi che si fermano a dare un’occhiata alle pagine microscopiche. Ad attirare l’attenzione è soprattutto la Bibbia più piccola del mondo, 40 pagine riassumono il testo sacro per soli 10 euro.

In collaborazione con Federica Villa (pubblicato su La Sestina)

Buone notizie per il mondo dell’editoria: il 2015 parte bene

Il 2015 può essere l’anno da cui ripartire, non solo per l’economia italiana, ma anche per i libri. Lo hanno mostrato i dati di Nielsen presentati il 15 maggio al Salone del Libro di Torino durante l’incontro “Il paesaggio dopo la tempesta, 7 parole per raccontare il 2015”. Nel caso dei libri però, il segno più non si legge ancora. Le vendite, rispetto al 2014, sono calate (-2,6%) ma non quanto l’anno prima. Il trend rimane in negativo, ma rallenta e, anzi, si dimezza. Se i libri possono sopravvivere il merito è soprattutto della saggistica per ragazzi, l’unico settore che vende ancora tanto insieme a quello della fiction. “Bisogna guardare i raggi di sole che ci sono. Mi rincuora il fatto che leggano di più i ragazzi che non gli ottantenni”, ha detto l’editore Stefano Mauri.

La rivincita è anche delle librerie indipendenti e del web, gli unici che possono dirsi usciti dalla crisi editoriale. Chi non può affermare altrettanto è la tradizionale grande distribuzione che vede un calo, oltre che nelle edizioni classiche, anche nei tascabili. Il formato che più convince è quello dell’ebook. Il fascino vintage della carta non riesce a contrastare l’avanzata del nuovo impero digitale. I lettori 2.0, nei primi mesi del 2015, sono infatti più che raddoppiati. E hanno una scelta vastissima, con 3mila nuovi titoli dall’inizio del nuovo anno.

Mercato editoriale 2015

In collaborazione con Federica Villa (pubblicato su La Sestina)

La Torino internazionale del libro, fino al 18 maggio c’è il Salone

CMYK baseGiovani talenti, eBook, gialli scandinavi e saggi d’attualità. Saranno loro i protagonisti del Salone Internazionale del Libro di Torino, che aprirà le porte al pubblico dal 14 al 18 maggio. Il tema di quest’anno è dedicato alle “meraviglie d’Italia”, per una celebrazione del nostro Paese che continua sull’eco della vicina Milano, dove Expo 2015 ha già preso il via.

In un clima di profonda crisi culturale, in cui domina l’intrattenimento, gli organizzatori vogliono riflettere sui veri valori trasmessi dalla letteratura. Artisti e scrittori possono ancora essere guide della società. Con parole e opere, possono stimolare la riflessione. Tutti i più grandi gruppi editoriali saranno presenti, così come i nuovi esperimenti di marchi indipendenti. Tra gli ospiti italiani più attesi, il vincitore del Premo Campiello 2014 Giorgio Fontana, il regista scrittore Alessandro Baricco, il fumettista candidato allo Strega Zerocalcare e Roberto Saviano. Camilla Lackberg, Cathrine Dunne e Björn Larsson i rappresentanti più importanti della letteratura straniera. Tanti i giornalisti: gli immancabili Mario Calabresi, Massimo Gramellini e il reporter di guerra Domenico Quirico, che giocano in casa. Marco Travaglio e Beppe Severgnini sono le altre star più attese nell’arena del Salone.

Italia, ma non solo. Ospite d’onore della fiera sarà la Germania. In un momento cruciale delle relazioni tra i due Paesi, la cultura può essere un ponte, percorso da grandi scrittori, come Daniel Kehlmann e Ingo Schulze, e da chi si occupa dello scambio dei diritti editoriali per la traduzione. È previsto un boom di delegati provenienti da Berlino, secondo solo a quello degli editori arabi. Una vetrina internazionale per il mercato letterario italiano all’estero, che nel 2014 è cresciuto del 7.3% (dati Aie).

Torino strizza l’occhio alla Milano di Expo e dedica un intero padiglione ai libri di cucina. Casa CookBook sarà il ritrovo per chef italiani e internazionali, così come per gli appassionati dell’enogastronomia. Vini e birre, ma anche prodotti gluten free e per il mondo vegano. Da leggere ma anche da gustare: all’interno anche una Show Kitchen, che ospiterà ai suoi fornelli i vip di pentole e padelle.

Il libro non è più solo carta e inchiostro. Il Salone del Libro guarda al domani con Book to the future, un laboratorio dedicato alle nuove tecnologie e all’innovazione. Un’editoria 2.0 che nel 2013 già copriva il 3% del mercato. E che continua a crescere (dati Aie).

(con la collaborazione di Federica Villa. Da www.lasestina.unimi.it)

Fai bei sogni

fai-bei-sogniMassimo è un bambino di nove anni, come tanti altri. Vive a Torino, con la mamma e il papà. Massimo in poco meno di sei mesi diventerà un bambino diverso da tutti gli altri. Continua a vivere a Torino, ma solo con il papà. La mamma se l’è portata via il Brutto Male. Lo ha incontrato di ritorno da “una serie di commissioni”. “Non essere amati è una sofferenza grande, però non è la più grande. La più grande è non essere amati più. Nelle infatuazioni a senso unico l’oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo. Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe brutalmente il flusso di un’energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa di indefinito“.

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