Bookolico, la risposta in streaming alla crisi dell’editoria italiana

HFUYxC6q_400x400Uno spotify di libri? Un Netflish letterario? Lo streaming non è solo per musica e telefilm. Sul web compaiono sempre più esperienze di biblioteche di eBook on demand. Tra il progetto Kindle Unlimited del colosso Amazon e gli esperimenti oltre confine dell’americano Oyster e dello spagnolo 24symbols, si fa strada a gomitate una startup tutta italiana: Bookolico.

9,99 euro al mese per avere a disposizione migliaia di titoli. L’obiettivo è ambizioso, ma anche nobile. “La nostra missione non è quella di arricchirci sulle spalle degli editori, ma creare un modello economicamente sostenibile per il mondo editoriale, prima ancora che per noi” racconta Marco Cardillo, uno dei fondatori. Riportare l’attenzione sull’importanza della lettura sfruttando i nuovi media, lo streaming e i social network; trovare uno nuova strada per l’editoria. Da settembre 2014 gli utenti hanno potuto provare una versione beta di questa nuova piattaforma per dare suggerimenti e consigli su come migliorarla. Oggi Bookolico è pronto a lanciarsi nel mercato editoriale. Molte case editrici hanno accettato di pubblicare i propri ebook ed Apple ha già dato il proprio benestare per far circolare l’app sul suo store. Ora si lavora per ampliare l’offerta del catalogo e per sbarcare sui device Android.

La homepage di Bookolico sul sito www.bookolico.com

La homepage di Bookolico sul sito www.bookolico.com

Ma Bookolico non è solo una bancarella dove si osservano le copertine e si raccoglie il libro che più ispira. È anche un vero e proprio social network letterario. Commenti, condivisioni, voti sono il pane quotidiano dei frequentatori di Bookolico. Inoltre, è possibile seguire altri utenti e creare liste. Questa parte del sito è totalmente gratuita, non è necessario abbonarsi. È un banco delle idea e un confronto tra lettori e case editrici, utile per venirsi incontro e migliorare l’offerta.

Bookolico

Sul blog Italians di Beppe Severgnini Marco Cardillo non nasconde le difficoltà che hanno dovuto attraversare: “Quando abbiamo iniziato a lavorarci, esistevano poche aziende simili nel resto del mondo. Qualcuna in USA, una in Spagna, e poco altro. Molti, in Italia, ci prendevano in giro, perché è un’idea che non prenderà mai piede, perché se non lo fanno i colossi non è una cosa seria, etc. Con il passare dei mesi, le startup concorrenti in giro per il mondo sono aumentate, e sono diventate milionarie. Ora non ci prende più in giro nessuno.” Lo streaming pare essere la risposta a crisi croniche di prodotti autoriali, come quelli cinematografici e discografici. I casi come Netflix e Spotify lasciano ben sperare che si possa trovare un giusto compromesso tra l’abbassamento dei costi e il rispetto dei diritti d’autore. L’intuizione di portare questi esempi anche nel mondo editoriale non è da sottovalutare. Nonostante qui i problemi maggiori non siano legati alla pirateria ma ad un assoluto disinteresse verso l’acquisto e il consumo di prodotti letterari, un tuffo nelle nuove tecnologie potrebbe essere la strada per far riavvicinare il pubblico alla lettura.

I fondatori di Bookolico: Giuseppe Spezzano, Gianluca Ambrogio, Marco Cardillo e Davide Pani

Nata a Torino nel febbraio 2012 dalla mente di un ingegnere neolaureato, Giuseppe Spezzano, la piattaforma prometteva già risposte originali alla crisi di un settore ormai statico. Il sito si proponeva di vendere ebook auto-pubblicati, ma con un algoritmo variabile, che si potrebbe anche definire social. Il prezzo dei volumi variava da un costo minimo di 0,99 euro a uno massimo di 6,99 euro. Un costo non deciso a tavolino, ma in base al numero di vendite, ai commenti e alle valutazioni degli utenti. Nelle tasche dei fondatori finiva il 20% dei ricavi di vendita.

Spezzano ha creato un team eterogeneo, composto da ragazzi tutti under-30. Insieme a lui lavorano a Bookolico Davide Pani, ingegnere informatico, Gianluca Ambrogio, uscito dalla facoltà di economia, e lo psicologo Marco Cardillo. Quattro imprenditori che hanno cercato di rispondere alla crisi economica combattendo un’altra crisi, quella editoriale, con mezzi moderni e innovativi.

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