Livigno, un mondo a parte

benvenuti-a-livignoÈ raggiungibile percorrendo tre passi. Ma solo d’estate. Durante il lungo e rigido inverno, l’unica via aperta per “il piccolo Tibet” è la strada statale che attraversa tutta la Valtellina, arriva a Bormio e si trasforma nei ripidi tornanti del Passo del Foscagno. Poi la dogana. Perché la dogana?

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Livigno è un mondo a parte. Una lunga valle di 14 chilometri, che ospita il comune più a nord d’Italia e che va a braccetto con quello più alto d’Italia, Tre Palle, poche montagne più in là. Livigno è difficile da raggiungere. Soffre di un clima particolarmente rigido, che non concede pause neanche d’estate, quando le giornate sono calde ma le notti sempre fredde. Gli abitanti, poco più di 6 mila, lamentano mal di schiena per i continui colpi di spazzola alla neve che cade inesorabile per più di sei mesi l’anno. L’aeroporto più vicino è ad almeno tre ore di auto. Un’ora per il primo ospedale. Le pareti delle stanze dei teenager livignaschi vengono spogliate da poster e foto troppo presto: bisogna cambiare città per andare alla scuola superiore. Livigno, però, che sia estate o inverno, è costantemente affollata da turisti. Da tutta Italia. Da tutta Europa.

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L’economia, che muove il mondo. Che si arrivi dalla Svizzera o dall’Italia, bisogna passare la dogana, perché Livigno è zona extra-doganale. Significa che qui l’IVA non la si paga. Un affare, soprattutto nell’acquisto di tabacco, alcol, benzina e zucchero. Già vedere il tabellone della verde senza piombo segnare un numero inferiore a uno (euro) muoverebbe le montagne. Ma attenzione. Alla dogana, appunto. Se esiste, un motivo c’è. Se qualcuno pensa di scappare con taniche di oro nero, montagne di sigarette e litri di liquori, si sbaglia. Ci sono dei limiti, ad personam, oltre ai quali tocca pagare l’IVA. Per la precisione, ogni visitatore può portarsi via una stecca, due litri di alcol e limitarsi a fare il pieno di benzina (Qui la tabella merceologica completa). Il paese è composto da una lunghissima via – per la maggior parte pedonale – con file di negozi a destra e a sinistra. La famiglia Galli pare essersi comprata la metà dei luoghi di shopping livignaschi, ma rimane spazio anche per i rivenditori più piccoli e, soprattutto, più grandi: Armani, Thun, Max&Co., Napapijri, eccetera. (Qui la lista di tutti i negozi)

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Sci, snowboard e pure slittino! Le piste di Livigno sono bellissime. Larghe, ampie, spaziose. Sembra quasi di essere soli sulla bianca discesa, a osservare le nuvole specchiarsi sulle montagne attorno e il lungo paese strisciare a valle. Russi, polacchi, olandesi, tedeschi. Tutta Europa viene attratta dalla calamita degli impianti di Livigno, aperti fino a maggio. La settimana bianca è il minimo sindacale per godersi cotanto paradiso. Per questo è importante venire a sciare il weekend, in particolare il sabato. Le larghe, ampie e spaziose piste sono davvero tutte per te, almeno fino a mattina inoltrata. E lo ski-pass costa 10 euro in meno. (Qui la cartina delle piste)
snowpark-mottolino-livignoPer gli snowboarder, Livigno è la mecca. Lo snowpark si trova vicino alla funivia Mottolino ed è immenso. Da dieci anni è riconosciuto come il migliore parco divertimenti sulla neve d’Italia. Small, medium, large ed extralarge: quattro percorsi sono stati studiati per permettere a tutti di utilizzare le strutture, dai dilettanti ai professionisti.
Trenta chilometri di piste soddisfano le più rosee aspettative di chi pratica sci di fondo: la valle è tutta per loro. Si può anche fare sci notturno (il giovedì sera). A Livigno tutti, ma proprio tutti, possono sciare. E chi non sa sciare? Può andare in slittino: ci sono due impianti pensati anche per quello.

Mai sottovalutare il richiamo del cibo. Siamo sempre in Valtellina, anche se può sembrare di aver attraversato la frontiera. E quindi abbuffarsi di sciatt, pizzoccheri e polenta taragna è quasi un obbligo morale. Il gruppo Cuochi e pasticceri di Livigno ha addirittura scritto un libro per ribadire l’arte culinaria della fredda valle: si intitola Leina da saor – Una valanga di sapori e raccoglie 37 ricette, con tanto di foto e sezioni tematiche.

Le birre di 1816, il birrificio più alto d'Europa

Le birre di 1816, il birrificio più alto d’Europa

Ci sono altri due posti che vale la pena visitare mentre ci si trova in città. Il primo ha un nome in codice: 1816. È il birrificio più alto d’Europa (a 1816 metri sul livello del mare ovviamente) e da qualche anno è stato ristrutturato in modo da poter ospitare più clienti (anche per mangiare) e cani. Lo spazio vicino alla porta d’entrata è riservato a chi è accompagnato da un amico a quattro zampe. Da osservare il pavimento del locale, completamente ricoperto di bucce di arachidi. C’è da chiedersi chi si assume l’onere di pulirlo ogni sera. Da provare assolutamente le birre fatte in casa.
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La valle di Livigno, d’estate, è occupata in prevalenza da turisti, sì, ma anche da mucche. Se ne vedono in ogni dove, pascolare su e giù per quelle che d’inverno di trasformano in piste da sci. Poiché gli abitanti del “piccolo Tibet” italiano sanno il fatto loro, ecco che hanno fatto di mucca virtù. La virtù in questione si chiama “Latteria di Livigno” e, oltre ad essere un luogo, è anche un marchio. Latte, yogurt, formaggi e burro di prima qualità, garantita dai bovini livignaschi. Si possono comprare o degustare sulla grande terrazza della Latteria, che nei mesi estivi si riempie di tavolini e sdraio. All’interno, si può anche sfamare il desiderio di conoscenza, con un giro turistico accompagnato da audioguida attraversi i locali di produzione (invoglia sapere che è prevista anche la degustazione dei prodotti?)

Larix Park, il parco avventura di Livigno

Larix Park, il parco avventura di Livigno

Un’estate sui monti. L’alta stagione livignasca è sicuramente l’inverno. Anche d’estate, però, il paese offre mille sorprese, che attirano i turisti sempre pronti a riempire il viale pedonale centrale del paese. Vicino alla località Teola, immerso nel bosco, si trova il Larix Park, il parco avventura più a nord d’Italia. Quattro percorsi (dal più facile al più difficile) sono stati disegnati tra gli alberi. Ponti tibetani, carrucole, tronchi. Un pomeriggio da Tarzan nel cuore delle Alpi.

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Per i meno avventurosi, ma altrettanto sportivi, ci sono le piste ciclabili e le passeggiate a cavallo. Guardare la fauna del maneggio storico di Livigno è già di per sé un passatempo: due Bovari del Bernese che inseguono un grigio gatto a pelo lungo, che spaventa galline e oche, il tutto contornato dagli occhi vigili e saggi di alti cavalli e piccoli pony.
Se capita poi di passare Ferragosto a Livigno, da non perdere la Notte Nera. Nella località lombarda il 15 agosto si vuole rivivere l’atmosfera di due secoli fa. La serata si passa al buio, come quando non esisteva l’elettricità. Volontari distribuiscono torce ai passanti, che aspettano i fuochi di mezzanotte gustando vin brulé e allungando le mani per prendere il calore dei falò accesi per strada.

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