Mix, Max e Mex. L’amicizia oltre ogni confine in una favola di Sepúlveda

sepulveda mix max mexMix, Max e Mex. Un gatto, un ragazzo e un topo. Sono i tre protagonisti dell’ultima favoletta di Luís Sepúlveda. La storia si svolge all’interno dei profondi legami di un’amicizia fuori dal comune.

“Me gustan los gatos porque son misteriosos, muy dignos e independientes. Cuando conocí al pequeño Mix, un gato que mi hijo Max adoptó en la Sociedad Protectora de Animales de Múnich, me asombró la dignidad que tenía pese a ser un gatito no más grande que una de mis manos. Mix creció, y también mi asombro, porque tenía un rostro diferente a cualquier otro gato. Tenía un perfil estilizado, griego, que llamaba la atención de todos. […] En muchas ocasiones le pregunté: «En qué piensas, Mix?» Naturalmente que no me respondió, y esta historia quiere responder a esa pregunta, ser la voz del silencio del gato Mix.”
(Traduzione: mi piacciono i gatti perché sono misteriosi, molto orgogliosi e indipendenti. Quando conobbi il piccolo Mix, un gatto che mio figlio aveva adottato nel gattile di Monaco, mi stupì la sua dignità nonostante fosse un micino non più grande di una delle mie mani. Mix crebbe, e con lui il mio stupore, perché aveva un muso diverso da quello di qualunque altro gatto. Aveva un profilo stilizzato, greco, che attirava l’attenzione di tutti. […] In molte occasioni gli domandai: «A cosa pensi, Mix?» Naturalmente non mi rispondeva, e questa storia vuole rispondere a questa domanda, essere la voce del silenzio del gatto Mix.)

Illustrazione di Noemí Villamuza

Illustrazione di Noemí Villamuza

Il primo incontro è tra Max, un bambino, e Mix, il suo gattino, che il papà – lo stesso Sepúlveda – è andato a prendere al gattile di Monaco di Baviera. I due sono inseparabili e vivono in uno stato di simbiosi che può crearsi soltanto tra un animale e un essere umano. Non parlano la stessa lingua e si esprimono solo con gesti e sentimenti.

La loro vita insieme inizia dentro una casa in una bella via alberata di Monaco di Baviera. “Max y Mix, o Mix y Max, vivían en una casa de Múnich, y la casa estaba en una calle flanqueada por altos castaños, hermosos árboles que daban buena sombra en el verano que siempre fueron la gran alegría de Mix y la gran preocupación de Max.”
(Traduzione: Max e Mix, o Mix e Max, vivevano in una casa di Monaco, e la casa si trovava in un viale affiancato da alti castagni, alberi meravigliosi que facevano ombra d’estate e che furono sempre la gioia di Mix e la preoccupazione di Max.)

Monaco di Baviera

Monaco di Baviera

La loro vita insieme continua in un’altra casa, dopo che Max, diventato grande, si trasferisce in un piccolo appartamento. Mix, che segue il ciclo della vita dei felini e non degli uomini, diventa vecchio. Non si arrampica più sui castagni ma sale volentieri sul tetto, grazie a una scala che il suo fedele amico ha costruito. “Los amigos comprenden las limitaciones del otro y lo ayudan.” (Traduzione: Gli amici capiscono i limiti dell’altro e lo aiutano)

Mix diventa cieco. La sua vita ormai si svolge al buio. L’ambiente dove può muoversi è ristretto tra le quattro mura di casa. Mix ha bisogno di un nuovo amico, più simile a lui. Non basta più esprimersi con gesti e sentimenti. Sepúlveda decide che tutti gli animali parlano la stessa lingua. Arriva un topolino senza nome, attirato dalla scatola di cereali di Max lasciata aperta sul tavolo. “Entonces el ratón describió a sí mismo, dijo que su piel era de un color marrón pálido, con una franja blanca que partía desde el cuello hasta sus posaderas, agregó que sus bigotes eran cortos, su rabo delgado y que su nariz tenía un tono rosa.”
(Traduzione: Allora il topo descrisse se stesso, disse che la sua pelle era di color marrone pallido, con una striscia bianca che partiva dal collo fino al fondoschiena, aggiunse che i suoi baffi erano corti, la sua coda sottile e che il suo naso era roseo.)

Illustrazione di Noemí Villamuza

Illustrazione di Noemí Villamuza

Dice a Mix che è triste e lui – con un istinto felino smussato dall’affetto per Max e con il cuore leggero che soltanto chi ha avuto una vita felice può sviluppare – gli propone di diventare amici. E gli dà un nome. “Como has dicho que eres un ratón mexicano, me gustaría llamarte Mex.” (Traduzione: Sicomme hai detto di essere un topo messicano, mi piacerebbe chiamarmi Mex.) Mex e Mix si aiutano a vicenda. Mex può mangiare i cereali della scatola lasciata aperta sul tavolo. Mix può vedere di nuovo.

Entonces, Mix le pidió que trepara al alféizar y le contara todo lo que veía al otro lado de la ventana. Mex obedeció, y empezó a describirle la calle blanca, pues durante la noche había nevado, contó los nidos de urracas de los árboles más cercanos, indicó que las ramas estaban sin hojas pero no trises porque el frío las había congelado y se veían como figuras de cristal. Indicó que un hombre caminaba dejando profundas huellas en la nieve, que una mujer tiraba del carrito de las compras con gran dificultad y que las bicicletas de los carteros descansaban como flacos animales amarillos frente a la oficina del correo.”
(Traduzione: Allora, Mix gli chiese di arrampicarsi sul davanzale e di raccontargli tutto quello che vedeva dall’altro lato della finestra. Mex obbedì, e inizio a descrivergli il viale bianco, poiché durante la notte aveva nevicato, raccontò dei nidi delle gazze più vicini, indicò che i rami erano senza foglie ma non tristi perché il freddo li aveva congelati e sembravano delle figure di cristallo. Indicò che un uomo camminava lasciando profonde orme nella neve, che una donna tirava il carrello della spesa con grande difficoltà e che le biciclette dei postini riposavano come magri animali gialli davanti all’ufficio postale.)

Mix, Mex e Max vivono insieme felici e contenti, in un piccolo appartamento in un bel viale alberato di Monaco di Baviera.

Illustrazione di Noemí Villamuza

Illustrazione di Noemí Villamuza

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