2015, un anno di libri con Zuckerberg

Mark Zuckerberg, l'inventore di Facebook

Mark Zuckerberg, l’inventore di Facebook

Mark Zuckerberg una ne pensa e cento ne fa. Creare il social network più rivoluzionario del XXI secolo non è abbastanza. Per combattere la noia ogni inizio di anno, il 30enne milionario si inventa una sfida personale che lo tiene impegnato nei 365 giorni successivi. L’anno scorso – probabilmente con lo zampino della moglie cinese Priscilla Chan – la sfida era imparare il mandarino. E ancora prima il first man della Silicon Valley si era imposto di conoscere una persona nuova ogni giorno, di scrivere una nota di ringraziamento sette volte a settimana e cambiare la cravatta quotidianamente. La battaglia più sorprendente? Mangiare per un anno solo carne di animali uccisi di sua mano (o fucile).

Ma quest’anno Zuckerberg voleva qualcosa di più alto, intellettuale. Dopo aver ricevuto qualcosa come 50.000 suggerimenti sulla sua pagina Facebook, la sua grande immaginazione ha partorito un duello con la letteratura, che si terrà nella pagina appositamente creata “A year of book“. Lo spiega in una nota del 3 gennaio: “My challenge for 2015 is to read a new book every other week, with an emphasis on learning about different cultures, beliefs, histories and technologies.” (La mia sfida per il 2015 è leggere un nuovo libro ogni due settimane, dando importanza alla diversità di culture, credenze, storie e tecnologie)

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Mark Zuckerberg ha grande potere d’influenza sui suoi 31 milioni e più di follower su Facebook, tanto da minacciare di oscurare  il circolo letterario social più seguito negli ultimi 15 anni, quello di Oprah Winfrey. Talmente alto è il credito del suo giudizio letterario tra i suoi adepti da aver creato il cosiddetto “Oprah effect”: qualunque libro venga nominato in un suo post, vive immediatamente un picco di vendite.

Già si vedono i risultati sulla prima scelta di lettura del padre di Facebook. “The end of power” di Moisés Naim è il primo romanzo che i 232.340 iscritti alla pagina “A year of books” (a oggi 9 gennaio, dopo solo 6 giorni dalla nascita) dovranno leggere.  È già andato in sold out su Amazon ed è ora inserito nella top20 dei più venduti.

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Una scelta molto coraggiosa, considerando le 320 pagine che parlano di un argomento impegnativo e controverso probabilmente non scelto a caso dal gestore di “A year of books”. Il libro sposa perfettamente l’ideologia di Zuckerberg: parla di un ipotesi di mondo in cui tutte le grandi autorità – politiche, economiche, religiose – progressivamente perdono potere a favore dell’individualismo che viaggia in rete, nelle start up, nelle piazze. “Noi speriamo di cambiare il modo con cui le persone si relazionano al proprio governo e alle istituzioni sociali. Crediamo che costruire strumenti per aiutare la gente a condividere possa portare a un dialogo più onesto e trasparente in materia di governo, che potrebbe sviluppare una più diretta consapevolezza della gente e una maggiore responsabilizzazione di quanti amministrano” aveva dichiarato nel 2012 Zuckerberg in una lettera agli investitori di Facebook.

Sarà interessante seguire la nuova trovata, per il 2015, del 30enne più smart e social del mondo. Sarà anche utile al mondo dell’editoria essere inserita ancora di più nel grande mondo di internet. Per svecchiarsi, ma anche per trovare nuove formule per uscire da quella crisi economica che non riesce a far trovare un posto al romanzo nella vita frenetica della popolazione 2.0. Zuckerberg si schiera dalla parte della letteratura, sperando che i miliardi di iscritti a Facebook lo seguano.

I’m excited for my reading challenge. I’ve found reading books very intellectually fulfilling. Books allow you to fully explore a topic and immerse yourself in a deeper way than most media today. I’m looking forward to shifting more of my media diet towards reading books”. (Sono emozionato per la mia sfida letteraria. Trovo che leggere libri sia intellettualmente appagante. I libri ti permettono di esplorare una materia e immergerti in modo più profondo rispetto a qualsiasi altro mezzo oggi esistente. Non vedo l’ora di spostare la mia dieta mediatica verso la lettura)

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