Un anno di libri

anno-2014-libriLorenzo Alunni, ricercatore in antropologia, traduttore e co-organizzatore del festival di letture CaLibro, ha descritto su Internazionale il suo 2014. L’ha fatto utilizzando i titoli dei libri usciti quest’anno. Idea originale quanto utile: il testo scorre fluente e descrive un anno piuttosto travagliato – ma in modo leggero e divertente. Scorrendo tra le righe, link a romanzi con intestazioni curiose, sollecitano il click. Chissà che, grazie a una breve lettura, qualche libro in più non possa finire sotto gli alberi di Natale.

Qui il link all’articolo

Le descrizione di qualche titolo che compone il testo di Alunni.

1) Il tempo senza età – Marc Augé. Edito da Raffaello Cortina, il libro è una grande riflessione che comprende vecchiaia e tempo, due dimensioni separate che non scorrono sullo stesso binario. Il corpo si logora, ma non necessariamente la mente. Ecco perchè, secondo Augé, quando arriva il momento della vita in cui sul metrò qualcuno si alza per cederti il posto a sedere, non significa che la vecchiaia avanza, ma soltanto che il tempo sta scorrendo. La soggettività non si logora.

2) La mafia spiegata ai bambini: l’invasione degli scarafaggi – Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso. La cittadina di Castelgallo è il nuovo paese dei balocchi. Al posto di bambini che si trasformano in asini, criminali  diventano scarafaggi. I bambini della scuola, anch’essa colpita dalla “malattia”, cominciano a chiamarla mafia. Non scampano nè i prepotenti, nè i rapitori, ma neanche chi li difende con il loro silenzio. Alberto, il protagonista eroe, rivelerà agli abitanti di Castelgallo come sconfiggere il morbo.

3) Mali minori – Simone Lenzi. I mali minori sono quei piccoli incidenti di percorso che si racchiudono nel difficile rapporto tra bambini e genitori, tanto vicini fisicamente quanto lontani mentalmente. I mali minori sono delle sottigliezze deludenti che abituano la mente di un bambino, lentamente, al sopraggiungere inevitabile dell’età adulta.

4) Consigli inutili – Luigi Malerba. Biografie immaginarie creano il giusto contesto per piccoli consigli, ovvero aforismi e storielle, per produrre cose inutili quanto strambe. Ma divertenti. Luigi Malerba le ha raccolte dagli anni 90 fino al 2008 e, in quanto cultore del paradosso, ha deciso di raccoglierle e consegnarle al pubblico di lettori che cerca un libro leggero e anche un po’ comico.

5) La “repubblica dei matti” – John Foot. Questa storia dimostra che un piccolo gruppo di persone può davvero cambiare il mondo. Quando Franco Basaglia e Antonio Slavich cominciarono a demolire il manicomio di Gorizia dall’interno, nei primi anni sessanta, nessuno se ne accorse. Ma alla fine di quel decennio la gente accorreva a Gorizia per vedere come si rovescia un’‘istituzione totale’. Questo libro racconta la storia di quella ‘rivoluzione’.” John Foot parte dall’esperienza del manicomio di Gorizia per descrivere l’epoca crepuscolare di questi luoghi, più simili a lager che a ospedali, e, con rigore storico, ricostruisce come si è arrivati alla loro definitiva chiusura.

6) Elogio della lentezza – Lamberto Maffei. In un mondo in continuo mutamento, che non si ferma mai, dove la frenesia fa da padrona, doveroso è elogiare la lentezza. Si analizzano le strutture cognitive che portano alla rapidità naturale, ma anche culturale, per poi soffermarsi, con calma, su quelle società che invece hanno fatto della riflessione e del pensiero approfondito il loro fulcro concettuale.

7) L’Italia può farcela – Alberto Bagnai. In un anno in cui tutti tornano a crescere, necessario è soffermarsi sul quello che invece non riesce a lasciarsi alle spalle la recessione economica. Un titolo positivo e speranzoso per una situazione quasi catastrofica. E l’analisi di un neologico tutto italiano: l’autorazzismo, ma voglia di buttarsi fango addosso perchè se si pensa di non valere niente, magari ci si può anche giustificare, ma non uscire dai guai.

8) Per i sentieri dove cresce l’erba – Knut Hamsun. Libro vecchiotto (è del 1948) ma non per il pubblico italiano, che lo ha conosciuto solo quest’anno. Tra nazismo e ospedali psichiatrici, si fa strada la figura di uno scrittore novantenne, rifiutato dalla sua stessa nazione, malato nel corpo e nell’anima. Il tutto raccontato con uno stile unico, che unisce il flusso di coscienza, l’impressionismo e il lirismo.

9) Le storie degli altri – Amy Grace Loyd. L’etnologia di un condominio raccontato da una vedova che ha deciso di rinchiudersi nel suo piccolo appartamento per non dover affrontare la realtà e la solitudine. Ma saranno proprio eventi legati ai suoi sconosciuti vicini di casa a sconvolgere la vita ormai vuota della donna, che prenderà pieghe del tutto inaspettate.

10) Uscirne vivi – Alice Munro. La tredicesima raccolta di storie scrive alla vita, per trovare un modo per uscirne vivi. Esistenzialismo con l’urgenza di una fuga che si conclude con quattro episodi che, a detta della stessa scrittrice, sono «autobiografici nel sentire sebbene non, talvolta, interamente nei fatti. Le prime e le ultime cose – e le più private – che ho da dire sulla mia vita».

Un anno di libri non è un anno di vita

Questo articolo è composto quasi esclusivamente da titoli di libri usciti in Italia nel 2014. I titoli non sono stati modificati, se non, in certi casi, per l’articolo al loro inizio. I link rimandano alla loro descrizione.

2014: a un secolo dal fuoco e il gelo della prima guerra mondiale, in questo tempo senza età, abbiamo assistito alle seduzioni economiche di Faust, al gioco e il massacro del colpo di stato permanente, a cosa resta della democrazia assediata, alla trappola dell’austerity, alla mafia spiegata ai bambini della rivoluzione romanadi questi giorni, alla ferocia dell’Isiset cetera (e, anche se il mondiale è un’altra cosadi calcio non si parla).

Ma il 2014 è stato anche un anno di storie di uomini e libri, e questa è una breve storia del libro (a modo mio) nel 2014, con tutti i suoi momenti di insopprimibile fastidio. Perché ne ammazza più la penna

Non è un “libro dei fatti 2014”, e non sono certo i cento libri che rendono più ricca la nostra vita (senza parole a proposito di capolavori), né racconti di una vita, né i libri della mia vitaIl punto è che ogni libro è anche un dettato del presente come storia, della commedia italiana, del male necessario e dei mali minoriconsigli inutili, biografie immaginariela vita, forse l’arte.

È la biblioteca che vorrei per un lungo sguardo sull’anno passato e su un’etnografia del quotidiano del 2014. Non sono solo ritratti italiani, ma un’anatomia dell’indagine – quasi un romanzo, perché del resto la realtà non è come ci appare – sia su questa Repubblica dei matti che su questo mondo piccolo.

Questi sono tempi da raccontare, scrivere e vivere, attraverso notizie dalle tenebrema contro gli opposti pessimismiI cacciatori di libri italiani del 2014 disegnano così un atlante immaginario che è anche un atlante dei luoghi maledetti. In fondo noi,bugiardi nati, siamo sempre stati maestri di finzioneda Pascoli a Busi.

Speravamo nei miracoli e un giornoalla fine del sonno, invece ci siamo svegliati di fronte a un paesaggio di ceneri. Con tutta la fatica di diventare grandi (conscio dellagiusta fatica di crescere), ripensi alle scelte che non hai fatto, cerchi di vivere, pensare, guardare come finisce il libro, seduti sulla panchina o in piedi sui pedali, aimparare l’arte di mentire a se stessi e agli altri, a imparare l’uso dei corpifino in fondo, a sentirsi sulla cresta dell’onda, fra aurore d’autunno in un animo d’inverno, a uscire dalla paura fra amore e ostacoli e fra clamori al vento. Un elogio dell’anarchismo senza padri dev’essere anche un elogio della lentezza di un viaggio in Italiaterra mobileun millimetro in là e uno in qua.

La vita umana sul pianeta terra, fin dall’uomo di Neanderthal, è una storia parziale delle cause perseL’Italia può farcela? Può darsi, regaliamoci speranza, ma un disastro è per sempreIl rischio è che, se viceversa cerchi una fabbrica della speranzaè così che la perdiDiscorso globale, sofferenze locali: certo, ma, cercando una exit strategy, viene da guardare quel che rimane della fortezza di questo paese ben coltivato ma poco raccomandabile e chiedersi: perché non lo portate a Lourdes?

Nell’ombra e nella luce di questo paese, l’ultima spedizione di noi eroi imperfetti,uomini e comandanti, è dirsi “io non ci sto” e che alla fine andrà tutto benenon mollare e ripoliticizzare il mondosenza paura, senza pietàcome primaquando tutto era possibile, quando non ci eravamo mai annoiati, quando i buoni venivano da lontanoSiamo buoni se siamo buoni. Come cavalli che dormono in piedi,svegliamoci pure, ma a un’ora decente.

Niente è per caso, neanche gli stati di grazia. Ti dicono “scuotiamo l’Italia, non abbiamo mai avuto così poco tempo per fare così tanto”, ma allora tu ti dici “non ci capisco niente”, perché, se questi sono i nomi (“solidarietà”?), allora c’è bisogno di nuovi nomi.

Nel 2014 avremmo dovuto avere tempo di andare a pesca nelle pozze più profonde,imparando a camminare per i sentieri dove cresce l’erbainseguendo un’ombraa spasso fra i rifiuti, dietro alle le nostre deboli traccedove nessuno ti troverà. Avremmo dovuto dedicarci alle persone, soltanto le persone, perché siamo immersi nell’illusione della separatezza, ma fra noi c’è solo una parete sottile di cartongesso, perché le storie degli altri – tutti gli altri – possono essere il sintomo della nostraguarigione, una tregua senza il vento della storia.

Di tutta la solitudine che meritate per favore non dite nienteNon puoi tornare a casa, perché ci sei già, e sentirai che è meglio stare a casaI filosofi parlano di felicitàgli umani dell’ostinato scorrere del tempoLa vita non è in ordine alfabetico, né, con rispetto parlando, è fondata sulla cultura. È piuttosto un labirinto filosofico: c’è prima di tutto da uscirne vivi, perché la morte di un uomo felice el’educazione (im)possibile alla vendetta non servono a nessuno. Ricorda: 1914-1918. Praticamente era solo ieri. E allora immagina di essere in guerra, e non dirmi che hai paura.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s