Isla Negra: il rifugio di Pablo Neruda tra olas y lluvia

Isla Negra

Isla Negra

“Cielo, déjame un día de estrella a estrella irme
pisando luz y pólvora, destrozando mi sangre

hasta llegar al nido de la lluvia!
[…]
Océano, tráeme 

un día del Sur, un día agarrado a tus olas, 

un día de árbol mojado, trae un viento 

azul polar a mi bandera fría!”

(Quiero volver al Sur – Messico 1941. Traduzione: Cielo, lasciami andare di stella in stella un giorno calpestando luce ed polvere, gettando il mio sangue fino al nido della pioggia! Oceano, portami un giorno del Sud, un giorno aggrappato alle tue onde, un giorno d’albero umido, trascina un vento azzurro polare alla mia fredda bandiera!)

Pablo Neruda lascia il Cile per la prima volta nel 1927, alla volta della Birmania. È il primo di tanti incarichi diplomatici che il poeta svolgerà in tutto il mondo, dall’Asia all’Europa al Sud America. Rimane sempre nella semantica utilizzata nelle sue poesie un richiamo al Cile, in particolare al sud, zona caratterizzata da grandi piogge, natura rigogliosa e mare burrascoso. Dall’Asia Meridionale allo Sri Lanka per sfuggire a un’amante ossessiva; dalla Spagna democratica alla guerra civile scatenata dai franchisti; dal Messico dei murales e del comunismo alla discesa verso il Cile, insignito della carica di Poeta Vate da tutti i paesi dell’America Latina. Tranne il suo. Neruda torna in patria per lavorare a una democrazia forte e duratura, ma è costretto all’esilio. Di nuovo girovaga per tutto il mondo, prima in Argentina, poi di nuovo in Europa, e anche Urss, Cina.

Finalmente giunge Salvador Allende, che porta con sé la speranza di una vera democrazia cilena. Pablo Neruda può costruirsi una vera casa, può riposare, scrivere e meditare. Trova Isla Negra, simbolo di tutto ciò che ha determinato la sua poesia indirettamente. Immersa nella natura, a due passi dalle onde burrascose del mare, selvaggia e solitaria. Il mare è dominante, l’acqua è l’elemento primario di questa parte del mondo.

La costa davanti a Isla Negra

La costa davanti a Isla Negra

Necesito del mar porque me enseña:
no sé si aprendo música o conciencia:
no sé si es ola sola o ser profundo
o sólo ronca voz o deslumbrante
suposición de peces y navios.
[…]
del fragmento reconstruyo el día,
de una racha de sal la estalactita
y de una cucharada el dios inmenso.

Lo que antes me enseñó lo guardo! Es aire,
incesante viento, agua y arena.”

(El Mar – Isla Negra 1963. Traduzione: Ho bisogno del mare perché m’insegna: non so se imparo musica o coscienza: non so se  è onda sola o essere profondo o sola roca voce o abbacinante supposizione di pesci e di navigli. […] Dal frammento ricostruisco il giorno, da una raffica di sale le stalattiti e da una cucchiaiata il dio immenso. Ciò che m’insegnò prima lo custodisco! È aria, vento incessante, acqua e arena.)

Neruda non è solo a Isla Negra. Dopo tanti amori diversi con donne provenienti da paesi diversi, trova la compagna per l’ultima parte della sua vita, quella più riflessiva, in Matilde, che sarà sua moglie dal 1966 fino alla sua morte nel 1973.

Matilde Urrutia e Pablo Neruda a Isla Negra

Matilde Urrutia e Pablo Neruda a Isla Negra

Tal vez,
solo fue un largo día color de miel y azul,
tal vez solo una noche, como el párpado
de una grave mirada que abarcó
la medida del mar que nos rodeaba,
y en este territorio fundamos solo un beso,
solo inasible amor que aquí se quedará
vagando entre la espuma del mar y las raíces.”

(Amor para este libro – Isla Negra 1965. Traduzione: magari è stato solo un lungo giorno color del miele e azzurro, magari solo una notte, come una palpebra di uno sguardo profondo che copriva la grandezza del mare che ci circondava, e in questo territorio abbiamo fondato un bacio unico, un unico amore inafferrabile che qui abiterà, vagando tra la schiuma del mare e le radici.)

Pablo Neruda ama così tanto Isla Negra che scrive una poesia, Disposiciones, dove chiede di essere seppellito qui quando morirà.

Compañeros, enterradme en Isla Negra,
frente al mar que conozco, a cada área rugosa
de piedras y de olas que mis ojos perdidos
no volverán a ver.
Cada día de océano
me trajo niebla o puros derrumbes de
turquesa,
o simple extensión, agua rectilínea, invariable,
lo que pedí, el espacio que devoró mi frente.

[…]
todas las llaves húmedas de la tierra marina
conocen cada estado de mi alegría,
saben
que allí quiero dormir entre los párpados
del mar y de la tierra . . .
Quiero ser arrastrado
hacia abajo en las lluvias que el salvaje
viento del mar combate y desmenuza,
y luego por los cauces subterráneos, seguir
hacia la primavera profunda que renace.

Abrid junto a mí el hueco de la que amo, y
un día
dajadla que otra vez me acompañe en la
tierra.”

(Disposiciones – 1950. Traduzione: Compagni, seppellitemi a Isla Negra, di fronte al mare che conosco, a ogni superficie rugosa della pietra e delle onde che i miei occhi perduti non rivedranno più. Ogni giorno d’oceano mi portò nebbia o puri dirupi di turchese, o semplice estensione, acqua rettilinea, invariabile, quello che chiesi, lo spazio che divorò la mia fronte. […] Tutte le chiavi umide della terra marina conoscono ogni grado della mia gioia, sanno che voglio dormire il tra le palpebre del mare e della terra… Voglio essere trascinato verso il basso nelle piogge che il selvaggio vento del mare combatte e sminuzza, e poi per canali sotterranei proseguire verso la primavera profonda che rinasce. Scavate accanto a me la fossa di colei che amo, e un giorno lasciate che mi faccia compagnia anche nella terra.)

Pablo Neruda, premio nobel per la letteratura nel 1971

Pablo Neruda, premio nobel per la letteratura nel 1971

Pablo Neruda muore il 23 settembre 1973, in ospedale, lontano da Isla Negra, in circostanze molto sospette. Pochi giorni prima Pinochet e il suo colpo di stato avevano distrutto la debole democrazia costruita con tanti sforzi dal poeta e da Salvador Allende. Il suo funerale è stato uno dei momenti più importanti dell’opposizione al nuovo regime dittatoriale. «Guardatevi in giro, c’è una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia» avrebbe detto ai soldati venuti a cercarlo nella sua casa sul mare. Morte della democrazia e morte del sommo poeta padre della libertà cilena. Il suo corpo è stato sepolto, come aveva chiesto, a Isla Negra.

 

 

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