Il bibliobus, una biblioteca su quattro ruote

BibliobusNel 1857, nella Contea di Cumberland (Regno Unito), un filantropo inglese, George Moore, decide di diffondere la cultura tra la popolazione rurale. Il Preambulating Library è un carretto trascinato a mano pieno di libri.
Nel 1859, sempre nel Regno Unito, ma a Warrington, il Mechanics’ Institute utilizza invece un calesse trascinato da cavalli per incrementare il prestito di libri tra i villaggi locali.

Sono i primi antenati dell’odierno servizio del bibliobus, anche chiamato bookmobile o mobile library. Le biblioteche pubbliche, presenti in tutte le più importanti città del mondo, non possono far fronte alla necessità di prestito libri nelle zone più sperdute, periferiche e rurali. Perché quindi non montare una biblioteca su un mezzo di trasporto? Ce ne sono di tutti i tipi: autobus, furgoni, ma anche barche, biciclette, moto.

L’IFLA, international federation of library associations, nel 2010 ha pubblicato le Mobile Library Guidelines, segno che la pratica si è ormai diffusa a livello mondiale. Ci sono esempi in tutti i paesi del globo: dal Kenya, dove ha preso il via nel 2007 il Camel Bookdrive; alla Spagna che conta all’interno del suo territorio ben 85 bibliobus. L’autobus biblioteca più grande del mondo si trova a Tampere, in Finlandia: al suo interno si possono utilizzare anche 12 computer.

In Italia il primo fautore è stato Luciano Bianciardi, direttore della biblioteca Chelliana a Grosseto. Dopo la guerra, il letterato capisce che è suo dovere riportare la cultura nelle campagne: i libri vengono trasferiti in un furgone e portati direttamente alle case dei destinatari.

Ci sono esempi di bibliobus sia nei grandi centri sia nelle più piccole città di provincia.
Un esempio di successo è stato quello dell’Oltrepò pavese: si è partiti dall’area occidentale della regione nel 2004, per poi estendersi anche nella parte orientale nel 2013, grazie principalmente a finanziamenti dell’Unione Europea. Il risultato sono 2500 iscrizioni al servizio.

Nel 2005 la Regione Toscana e la Biblioteca dell’Isolotto, che si trova nel capoluogo fiorentino, hanno organizzato un raduno dei principali servizi pubblici di bibliobus – tra le città più importanti, Milano, Ravenna, Firenze, Roma. Si è parlato di come sfruttare al meglio questo progetto, incrementando le attività proposte: aiuto allo studio per bambini immigrati, biblioteca scolastica, bebèbus, promozione di eventi culturali. La Regione ha anche pubblicato una guida.

I bibliobus non sono solo soltanto luoghi a quattro ruote che trasportano libri: sono centri di incontro e di scambio culturale, ambienti accoglienti; rappresentano la sicurezza di poter raggiungere il sapere anche se si vive in periferie degradate o in ambienti sperduti e rurali.

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